Tutti assolti, pardon, prescritti, “quelli” del terremoto dell’Irpinia. Segnale per L’Abruzzo?


Come si dice "nel paese del passata la festa gabbato lo santo, è bene battere il ferro finchè è caldo". Questo si dovrebbe tentare di fare col sistema che verrà di appalti e tangenti all'Aquila nel corso della ricostruzione e nell'individuazione dei responsabili di alcuni inspiegabili crolli avvenuti quella notte del 6 aprile presso strutture fresche di "messa in regola".

Battere il ferro finchè è caldo, ecco ciò che non è stato fatto dopo il terremoto dell'Irpinia che il 23 novembre del 1980 che devastò Campania e Basilicata e permise ai soliti furbetti del quartierino di costruirci fortuna e classe politica nel corso della ricostruzione. Si dice e si continuerà a dire che tutto venne deciso tramite giri di mazzette, tangenti e quote di partito. Si continuerà a dire perchè gli imputati per corruzione sono stati tutti assolti, anzi, prescritti. Prescritti per decorrenza dei termini dopo 29 anni.

Nella lista, tra gli altri toroviamo, gli ex ministri Cirino Pomicino, Franco Lorenzo ed Enzo Scotti, sottosegretario dell'attuale governo Berlusconi e Corrado Ferlaino.

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